Celli Lorenzo – RAGNO

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Dalla serigrafia al fumetto, dall’illustrazione alla pittura, il cammino creativo di Lorenzo “Ragno” Celli non segue una linea retta, ma si sviluppa attraverso continui cambiamenti, sperimentazioni e aperture verso nuovi linguaggi espressivi. Le sue prime esperienze professionali sono legate alla serigrafia artistica, un ambito che gli ha fornito solide basi tecniche e una particolare attenzione al rapporto tra immagine e materia. Successivamente arriva anche la formazione nel fumetto, disciplina che lo porta a collaborare con diverse case editrici e a confrontarsi anche con il mondo della satira politica e sociale. In quegli anni realizza vignette, albi e illustrazioni, sviluppando uno sguardo critico che non teme di confrontarsi con temi delicati. L’approdo alla pittura nasce da una circostanza personale e umana. Durante le notti trascorse accanto al padre, decide di utilizzare alcuni pennelli ricevuti in regalo per occupare il tempo. Quello che inizialmente era un gesto spontaneo diventa una nuova direzione artistica destinata a segnare il suo percorso. Nonostante il passaggio alla pittura, il fumetto continua a rappresentare una presenza fondamentale nella sua ricerca. Il segno grafico, il tratto riconoscibile e la capacità di costruire una narrazione visiva derivano direttamente da quella formazione. Anche quando si confronta con suggestioni che spaziano dalla Pop Art all’arte classica, l’artista mantiene una forte attenzione alla dimensione narrativa dell’immagine, invitando l’osservatore a leggere e interpretare ciò che vede. Un altro elemento centrale del suo universo creativo è la musica. Non si tratta soltanto di una colonna sonora che accompagna il lavoro in studio: molte opere prendono il titolo da canzoni o da versi particolarmente significativi. La musica diventa una presenza costante, una sorgente di immagini, emozioni e suggestioni che alimentano il processo creativo. Tra i soggetti che ricorrono maggiormente nella sua produzione emerge la figura femminile. Le donne che popolano i suoi dipinti sono spesso ritratte di spalle, una scelta che va oltre l’aspetto estetico. Per l’artista questa prospettiva rappresenta un invito alla scoperta, un modo per lasciare spazio al mistero e all’immaginazione dello spettatore. Attraverso luci, ombre e movimenti, ogni figura suggerisce una storia possibile senza mai raccontarla completamente. Accanto alla presenza femminile materiale, compare anche la Catrina messicana, il celebre scheletro elegantemente vestito nato come simbolo satirico e di critica sociale. Nelle sue opere questa figura assume una dimensione spirituale, legata alla riflessione sulla vita, sulla morte e sulla comune condizione umana. L’immagine unisce ironia, spiritualità e ribellione, diventando uno dei simboli più rappresentativi del suo immaginario. Il suo approccio creativo è guidato dall’istinto. Al di fuori delle opere realizzate su commissione, non esistono programmi rigidi o percorsi prestabiliti. Un volto intravisto per strada, una sensazione improvvisa, una suggestione raccolta nella quotidianità possono diventare il punto di partenza di un nuovo lavoro. Lo stesso vale per la scelta dei colori e dei supporti, che nasce ogni volta da una relazione immediata con il soggetto e il momento creativo. Tra le influenze dichiarate figurano artisti come Andy Warhol, Banksy, De Chirico, accanto a numerosi autori del fumetto. Tuttavia, più che seguire una scuola precisa, l’artista rivendica la necessità di osservare tutto e lasciarsi contaminare da esperienze differenti. Lorenzo “Ragno” Celli non cerca di imporre messaggi o interpretazioni univoche alla sua arte. Al contrario, desidera che sia il pubblico a completare l’opera attraverso il proprio sguardo. Se un dipinto riesce a suscitare un’emozione o a generare un pensiero, allora ha raggiunto il suo obiettivo. In questo spazio aperto tra immagine e osservatore, la sua ricerca continua a trovare senso e vitalità.