Saoner Luigi

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Nella sua galleria di via Cà Rossa a Mestre, Luigi Saoner espone una serie di olii che si fanno notare per i colori grigi perlati dei suoi paesaggi veneziani e per la naturalezza delle sue nature morte e fiori in un impasto cromatico di ottima intensità in chiave espressionistica. Sinora nelle sue tele, che il modo di cogliere la natura del paesaggio si differenzia, stile e scuola a parte, da come di solito esso viene rappresentato dalla maggior parte dei paesaggi lagunari, tale differenza, penso, sia non tanto dovuta al fatto che Luigi Saoner è veneziano e quindi vede la sua città e l’estuario con occhio più realistico del paesaggista che veneziano non è, ma come egli riesca ad evidenziare mediante accorgimenti tecnici ciò che agli altri o sfugge o non interessa affatto far notare. I toni non sono accesi eppure da essi traspare quel vago senso di calore e tranquillità che effettivamente si percepisce nel guardare un paesaggio. La colorazione è vaga e così pure il tratto, eppure precisi nel loro compenetrarsi. I fiori, le nature morte di Saoner sorgono non da un disegno convenzionale, ma nascono con un linguaggio artistico che è il risultato di una esperienza scaturita dalla pittura e dal gusto del nostro tempo. I colori forti, contrastanti ma ritmati con accortezza e fusi su sfondi di colori tenui, ma brillanti, concedono alle composizioni una nuova bellezza deteriore e danno loro quella soffusa, gentile e geniale sensibilità. Questa spontaneità espressiva di Saoner la si ritrova davanti agli oggetti delle sue nature morte, nei fiori e nei paesaggi costruiti interamente col colore e con il profumo di una terra fresca, con un anelito di vita nuova, ravvivata nel gusto e nella sensibilità poetica dell’artista. Il colore di Saoner, inoltre, non è solo pittura, è gioia e poesia insieme. Ed è proprio attraverso il colore raggrumato in vaste zone ampie che, questo artista, respira e sente ciò che egli ci racconta. Le suggestioni di certi cori muti che solitamente sfuggono alla creazione dei più, sono in lui le melodie più profonde e più sentite. Da queste sensazioni il pittore trae infatti i timbri i toni per esaltare la natura e la vita. E’ un canto di speranza che l’artista affida alla tavolozza per un riflessivo approfondimento dei problemi luministici. Con questa timbratura personalissima, Luigi Saoner da prova, ancora una volta, di seguire con vigile intelligenza culturale e con vivo amore i motivi genuini che correlano tra loro l’istinto creativo ed il temperamento artistico, le due componenti cioè che formano il corredo di una indiscussa personalità.