Morici Alessandro

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Alessandro Morici nasce a Roma in un contesto popolare. L’esigenza di dipingere è nata in lui come un impulso forte e spontaneo intorno all’età di vent’anni. Dunque si approccia all’arte come autodidatta, sentendo questa esigenza di esprimersi tramite il colore. In principio studia l’arte dell’acquerello, ma col passare del tempo trova nell’olio una nuova vitalità cromatica, dei colori puri che danno luminosità intensa al dipinto. Il suo linguaggio espressivo è astratto, e sono i grandi artisti astrattisti del XX secolo come Kandinskij, Pollock e Klee con le loro composizioni colorate ad ispirarlo profondamente. Come succede però per gli astrattisti, ogni composizione è una trasposizione di emozioni interiori, emozioni che possono essere scaturite da varie esperienze ma che poi si manifestano in modo singolare e irripetibile. Anche qui la mano è un tramite per esprimere delle impressioni in maniera personale. Morici quando dipinge viene travolto da un moto improvviso che lo conduce a portare a termine le opere in un’unica seduta staccandosi dal mondo esteriore per immergersi completamente nell’atto creativo. Nell’uso dell’olio agisce principalmente con la spatola mentre invece il suo acquerello si distingue per l’assenza di sfumature, dona delle tonalità senza usare il lavaggio per creare una sovrapposizione tra i vari colori che creano l’insieme. Nella sua immediatezza espressiva non segue schemi predefiniti, ma si concede la libertà di palesare un modo quasi fanciullesco, tentando così di ritrovare quel linguaggio irrazionale specifico degli esseri umani.