Mogliadel

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Pietro nasce a Capo di Ponte, in provincia di Brescia, il 2 dicembre 1934 da Giacomo Bonomelli e Adele Moglia. Il nome d’arte MOGLIADEL è dedicato alla madre morta di parto.
Il padre, al tempo della nascita, lavora in Africa nel settore trasporti così il piccolo Pietro è dato a balia prima a Paspardo e poi a Pescarzo. Dai 3 anni torna a vivere a Capo di Ponte assieme ai cugini Angelo, Domenico, Tita e Maria fino al ritorno del padre nel 1948, liberato dal campo di prigionia inglese in Australia.
Nel 1950 si trasferisce a Edolo col padre Giacomo e la nuova moglie, Adele Peretti; in questi anni conosce la famiglia Salvioni e in particolar modo si lega a Zita che diverrà sua moglie nel giugno 1966. I rapporti difficili in casa portano Pietro a trasferirsi a Brescia, presso la zia Pea e inizia a lavorare con carrozziere, verniciatore e in seguito imbianchino. Proprio da quest’ultima esperienza nasce il desiderio e la volontà di avvicinarsi alla pittura. Inizia a studiare su sollecitudine dell’amico Piero Amadei che riconosce il suo talento e, grazie alle lezioni del Professore Villani, nel 1956 riesce superare gli esami di ammissione al II° anno presso la Scuola d’Arte di Parma. Pur continuando a lavorare come imbianchino e all’occorrenza come lavapiatti, frequenta con entusiasmo e si applica in tutte le materie anche se la preferita è, senza dubbio, decorazione.
A seguito del conseguimento del diploma inizia, nel 1961, l’insegnamento di educazione artistica. Fosca Magnani, preside della scuola media di Marone, gli affiderà l’insegnamento, oltre alla sua materia base, anche di matematica, scienze ed educazione tecnica. Si sposta in tutta la provincia (Vestone, Idro, Darfo, Flero, Nave) fino all’assegnazione definitiva della cattedra a Bovezzo nel 1970. Molti suoi ex-allievi, oggi, sono nomi conosciuti nell’ambiente artistico bresciano e sono legati da un forte sentimento di amicizia.
Negli ultimi anni Pietro svolge la sua professione con passione, seguendo la crescita e l’evolversi della sua famiglia continuando ad accrescere la sua arte. In pensione si dedica all’orto, alla sua nipotina e, quando avanza tempo, riprende in mano i suoi amati colori. Chiuderà la sua avventura terrena sabato 2 luglio 2016 raggiungendo in cielo l’amata moglie Zita e gli altri affetti a lui cari.
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