Lani Antonio

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Antonio Lani, fratello gemello di Paolo, anch’egli ceramista, nasce a Lione, in Francia, nel 1932. Figlio di un fonditore, apprende fin da bambino i segreti della modellazione. Nel 1940 la famiglia si trasferisce a Pesaro, dove i due fratelli frequentano una scuola d’arte e mestieri. Lani prosegue poi gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna e al Magistero di Firenze, conseguendo l’abilitazione all’insegnamento. Dal 1953 inizia a collaborare con la manifattura ceramica Molaroni; nel 1957 lavora presso la Franceschini, nel 1958 alla Giardini e successivamente alla Baratti. Nel 1961 si trasferisce a Rimini, dove opera presso la manifattura ceramica Stella Alpina. Nel 1967 si dedica al cesello e allo sbalzo su rame presso lo Studio Laurana e, dal 1972, ottiene la cattedra di plastica presso l’Istituto d’Arte di Lecce, dove insegna a lungo. Pittore, scultore e ceramista, Lani partecipa frequentemente, spesso insieme al fratello, a mostre personali e collettive, nazionali e internazionali, ricevendo premi e riconoscimenti. Come pittore predilige paesaggi marini, figure umane colte in atteggiamenti diversi, scene di lavoro e soggetti religiosi. Il suo segno, largo e denso, costruisce immagini caratterizzate da energia e intensità, a volte attraversate da inquietudine. Sandro Gallucci, presentando una mostra di disegni e tempere del 1965, scriveva che il carattere predominante della sua pittura è la tendenza costante al drammatico, sia come soggetto sia come pittura in sé, essendo in continua agitazione per contorsione di forme, contrasto di luci e espressione. La disposizione al plasticismo, osservata da Francesco Carnevali come un’attitudine insistita e a volte non priva di forza, trova un naturale sbocco nella scultura, praticata in legno, pietra, rame, terracotta e ceramica. Negli anni pesaresi Lani frequenta un ambiente artistico vivace, confrontandosi con Nino Caffè, Alessandro Gallucci, Nanni Valentini, Arnaldo e Giò Pomodoro. Tra le sue opere più significative si colloca la Via Crucis di Monteciccardo, realizzata tra il 1952 e il 1953, composta da quattordici terrecotte invetriate conservate nella chiesa di San Sebastiano; le figure, inserite in rilievi che ricordano Gerusalemme o paesaggi spogli, esprimono con volti e corpi molto plastici e drammatici. Tra gli interventi ceramici realizzati a Pesaro si ricordano il portale esterno della bottega Molaroni, la fontana dell’Hotel Clipper, due balaustre con Apollo e Dafne nella villa Ugolini di viale Trieste, una scultura in via Lubiana, il presepio di Sant’Agostino, il portale interno dell’Istituto d’Arte, eseguito con Paolo, e il Sacro Cuore per la chiesa di Colombarone. Negli anni successivi la sua attività si intreccia alla didattica e alla pratica dell’Aikido, disciplina che lo accompagna fino alla fine dei suoi giorni. Lani si è spento nel 2018, serenamente, in punta di piedi, come aveva vissuto.