De Felice Sveva

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Sveva de Felice nasce a Roma nel 1960. Sin da piccola sviluppa un legame strettissimo con la sua città, e questo permea anche la sua arte. In essa si combinano gli influssi più nobili della città eterna, di Roma come urbe ma anche come campagna. Coglie tutto questo forse proprio grazie alle sue radici molteplici, nonno sabino, nonna piemontese, padre romana e madre triestina riesce ad accogliere i diversi spunti culturali per poi tradurli in un linguaggio profondamente romano. Quarta di sei figli cresce in campagna, vicino a Roma, in Sabina appunto, dove impara a vivere in sintonia con la natura circostante e a viversi i legami di sangue e di spirito con la propria terra, dove la campagna diventa luogo sacro, plasmata dai riti ciclici plasmati dallo scorrere dell’anno e delle stagioni. Proprio per questo ritroviamo nei suoi dipinti una trascrizione in immagine dei forti legami con i Miti e la Natura. La sua è una ricerca approfondita, non solo artistica ma storica, letteraria e culturale. Le sue visioni sono il frutto di studi di testi antichi, che vendono in Roma sempre il punto di riferimento. Nasce così una ricostruzione immaginaria di coloro che hanno contribuito allo sviluppo della storia romana, Marte, Venere, Romolo. Il tutto si trasforma in immagini vivaci, con le figure in primo piano e dai colori intensi, dove l’uomo e le figure mitologiche aspirano sempre ad un concetto più alto, verso la spiritualità. Possiamo scorgere un lontano legame con il realismo magico, un riposizionamento della figura che ritorna all’ordine. Vengono così riadattati dei concetti filosofico-artistici del primo Novecento per arrivare a una nuova figurazione che parla di cromie profondamente attuali, ma una ieraticità delle figure che aspira verso l’eterno.