Conti Rolando

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Rolando Conti nato a Carrara 02/03/1956 diploma di liceo artistico e Accademia di belle arti a Carrara. Ha eseguito un centinaio di mostre personali in Italia specialmente a Milano dove ha molti estimatori e all estero Germania Belgio Francia Olanda. Suoi grandi dipinti sono collocati in varie chiese in provincia di Massa Carrara, Lucca, La Spezia; tele e tavole ad olio arredano lo IULM di Milano, SAI Assicurazioni di Milano Ready’s Group di Milano, GPF &ASSOCIATI di Milano. Francesco Alberoni di cui è grande amico possiede una nutrita collezione di suoi dipinti. Ha eseguito molte copertine dei libri del Prof Francesco Alberoni. Ha fatto ritratti di personaggi pubblici come Rosa e Francesco Alberoni, Valentina Cortese, Zucchero, Flavio Briatore, Principessa Pacelli, Contessa Toti etc etc. Copie di Caravaggio Tiziano Bronzino e Rembrandt arredano case di personaggi della cultura e dello spettacolo. IL RITRATTO DI PAPA WOITYLA ESPOSTO IN VATICANO È UNO DEI QUADRI UFFICIALI DEL SANTO PADRE. Questo anno ha fatto 4 mostre importanti Spoleto durante il festival dei due mondi Cortina d Ampezzo Venezia e Fondazione della Cassa di risparmio di Carrara a Carrara. Un quadro di oltre 2 metri è esposto a Brugnato ed evoca l’alluvione del 2011, mentre 52 dipinti che rappresentano il suo amore per gli animali specialmente felini sono esposti in permanenza nel Museo dei Minerali di Brugnato.Valerio Doddi è un artista a 360° il cui campo d’azione non è solo la tela ma anche il copro umano, essendo un esperto tatuatore. Ciò che accomuna le sue opere, che vanno dal figurativo ritrattistico all’astratto più puro, è la materia. Con quest’ultima sembra stringere un rapporto quasi viscerale che non si riduce agli elementi pittorici, ma che va oltre incorporando spesso materiale anticonvenzionali, presi dalla realtà che lo circonda. In questo caso risulta evidente l’utilizzo della corda, che, dipinta, perde tuttavia le caratteristiche usuali facendosi strumento della pittura e così linea che definisce l’opera stessa. Dalla tela questa pittura sembra prendere sempre più concretezza e matericità fino a trasformarsi quasi in scultura. E’ proprio al limite tra i due generi, pittura e scultura, che si colloca “Oltre l’infinito” (opera in evidenza), in un equilibrio perfetto che lo rende interessante da molti punti di vista. In quest’opera, quello di Doddi sembra il tentativo utopico di andare oltre l’inafferrabile, di raggiungere quella dimensione che all’uomo non è dato conoscere, tranne forse all’artista. Doddi riesce attraverso il simbolo a racchiudere l’infinito nel suo quadro e attraverso i disegni a spirale che lo circondano, a propagarlo, amplificandone il significato e le valenze metafisiche, catturando infine l’osservatore in questa pittura vorticosa.

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