Casteller Paolo

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Dopo secoli nei quali l’arte si basa sulla raffigurazione dal vivo, è solo nel Novecento che si arriva alla pittura astratta. L’astrattismo nasce per dare libero sfogo all’animo per lasciarsi trasportare dal sentimento e liberarsi nel gesto pittorico giungendo così ad un’elevazione superiore che dal cognitivo passa al trascendentale. Paolo Casteller, classe 1953, nasce come pittore figurativo, allenandosi da giovane nel realismo ad olio su tela, capisce però ben presto che la sua strada era un’altra. Appena riesce a trovare gli spazi necessari avvia così il percorso da pittore astratto, ispirandosi prima di tutto all’espressionismo astratto di Jackson Pollock. Quel che quindi lo preme è la molteplicità dei punti di vista, la possibilità di aggirare la tela a 360 grandi. Utilizzando varie tipologie di colore, tra tempere, smalti e acrilico, e sfruttando altezze diverse si avvicina alla tela creando delle tele che sfruttano sì il pouring ma prima di tutto il dripping. Queste tele, per quanto astratte, nascono da sentimenti del momento, l’arrivo della primavera e le sue fioriture, musica o anche film. Come dice egli stesso, questo approccio gli dona una pittura che libera l’anima e gli permette di entrare in un altro mondo, estraneandosi da tutto per subentrare in un universo proprio pieno di possibilità espressive subconscie.