Cannazza Vito

Rating

10

Vito Cannazza, in arte Vitòc, nasce a Corigliano d’Otranto nel 1955, dove vive e lavora dopo una lunga esperienza milanese. La sua formazione intreccia ambiti apparentemente distanti ma profondamente comunicanti: ingegneria, medicina, radiologia e radioterapia. Da questa doppia radice, scientifica e umanistica, nasce uno sguardo che osserva la realtà con precisione analitica ma la restituisce con sensibilità poetica. Sin dall’adolescenza la pittura è per Vitòc un modo di interrogare il mondo, di esplorare il rapporto tra materia e pensiero, tra coscienza e istinto. Col tempo questo gesto si è trasformato in una vera filosofia visiva, dove l’atto di dipingere diventa atto di conoscenza. La sua ricerca si sviluppa nella convinzione che l’arte non debba dissolversi nel concetto puro né abbandonare il linguaggio al silenzio del “senza titolo”. Per lui ogni opera deve dire, esporsi, dichiarare il proprio senso. La parola accompagna l’immagine come parte integrante dell’opera e il titolo ne è l’estensione naturale, un pensiero che si fa visibile. Da questa tensione tra parola e immagine nascono i Cartelli Barocchi, ciclo che rappresenta uno dei nuclei più significativi della sua poetica. Il termine “barocco” non rimanda alla decorazione ma alla complessità: come nei cartigli delle architetture barocche, nei suoi lavori parola e figura convivono in un intreccio di senso e contraddizione. Il “cartello” diventa così lo spazio dove la pittura si dichiara, si mette in discussione, si fa linguaggio. Anche la scelta del supporto, il pannello di truciolato, non è casuale: materiale comune e imperfetto, portatore di una bellezza autentica, diventa la metafora della realtà su cui l’artista scrive e dipinge, rifiutando ogni idealizzazione. Opere come Fingo ergo sum, La coscienza ruba istinto o Poimandres testimoniano questa visione: immaginare come forma di esistenza, la tensione tra impulso e riflessione, il desiderio di conoscere che unisce scienza e spiritualità. Ogni lavoro è insieme riflessione filosofica e gesto materico, spazio di pensiero e di presenza. Negli ultimi anni Vitòc ha esposto in contesti di rilievo tra Milano, Roma e il Salento, ricevendo riconoscimenti importanti che hanno messo in luce la solidità e la coerenza del suo percorso. Il titolo di Artista dell’Anno, attribuito dal Premio delle Arti – Premio della Cultura di Milano, ha riconosciuto la forza di una ricerca che unisce pensiero e sentimento. La pittura di Vitòc è un linguaggio che pensa: parola, colore e materia lavorano insieme per trasformare l’immaginazione in conoscenza e far emergere il pensiero attraverso l’immagine.