Attilio Alfieri

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Attilio Alfieri (Loreto, 16 febbraio 1904 – Milano, 1992). Lavora come decoratore e affrescatore a Loreto, poi a Piacenza, dove si trasferisce nel 1923, infine a Milano dal 1925 dove frequenta i corsi serali di pittura all’Accademia di Brera e al Castello Sforzesco. Dopo un breve periodo trascorso in Brianza torna a Milano. Frequenta Birolli, i chiaristi e i futuristi di Corrente. Dal 1933 svolge un’intensa attività grafica (e.g. i cinque Omaggi per la Triennale di Milano del 1933) nella quale rivela uno sperimentalismo eclettico che oscilla tra Bauhaus e Astrattismo lombardo con anticipazioni dell’informale segnico e gestuale. La sua prima personale viene ordinata al Circolo Filologico di Milano nel 1934, altre ne seguiranno, in Italia e all’estero, affiancate dalla partecipazione a varie edizioni della Quadriennale di Roma, della Biennale di Venezia e del Premio Bergamo. Dal 1939 gli viene assegnata la cattedra di Affresco e decorazione alla Scuola Umanitaria di Milano che sarà presto costretto ad abbandonare. Gli anni quaranta sono dedicati a dipinti sulle miserie della guerra; negli anni cinquanta abbandona lo sperimentalismo per concentrarsi su pochi e ripetuti temi (ritratti, paesaggi, nature morte) e su una abbondante produzione di disegni e acquerelli astratti.