Arbasio Ombretta

Rating

6,5

Ombretta Arbasio nasce a Cuneo e vive a Saluzzo, in provincia di Cuneo. Dopo gli studi artistici consegue la laurea in Pittura, Restauro e Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali. Fin da giovane si dedica alla pittura figurativa, affascinata dalla solidità e dalla riconoscibilità della figura umana. È legata ai grandi maestri del passato come Michelangelo e Caravaggio, da cui riprende la forza del corpo e il gioco tra luce e ombra. Il suo lavoro parte sempre da un’emozione. Può essere un’immagine quotidiana, un volto, un gesto che la colpisce. Da lì nasce uno schizzo, poi la tela prende forma. Prepara quasi sempre una stesura a olio scura, che per lei è una base necessaria per far emergere la luce. Ama le dimensioni grandi, dove il gesto può essere libero e deciso. Lavora con la spatola, perché è lo strumento che meglio le permette di dare voce al colore, di renderlo vivo e diretto. Il colore per Ombretta è una parte interiore, non decorazione ma sentimento. Spesso è tormentato, come se cercasse un equilibrio tra forza e vulnerabilità. Nella sua pittura la figura non è mai solo rappresentazione: è presenza, corpo e stato d’animo insieme. Non inizia mai dal dettaglio. Segue l’istinto, lascia che il colore costruisca il quadro piano piano, fino a far emergere le forme. Quando termina un’opera, preferisce toglierla dalla vista per un po’, per poi riguardarla con distacco, “con un altro occhio”, come dice lei stessa. Ha partecipato a molte mostre e concorsi in Italia, tra cui Satura Arte e la Biennale d’Arte Contemporanea di Genova, Arte e Sport a Roma, Beltà d’Arte e Polifonie d’Artista curate da Silvia Ferrara, la personale L’energia della Psiche alla Torre del Vecchio Consiglio di Caramagna Piemonte e l’omaggio a Francesco Tabusso al Castello di Roddi. Nel 2012 ha ottenuto il terzo premio della critica al concorso Ad-Arte e ha esposto nella mostra internazionale Ad-Art Grand’Art di Venezia. Artista riservata e sincera, Ombretta Arbasio vive la pittura come una necessità. Non cerca l’apparenza, ma l’essenza.